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Licenziamento e Coronavirus, scatta il reintegro del dipendente - Avv. Arturo Strullato

20 novembre 2020

Tra le misure straordinarie introdotte in ragione dell'emergenza sanitaria tuttora in corso, ha assunto una grande importanza il c.d. "blocco dei licenziamenti".

Il Legislatore ha introdotto il divieto generalizzato di licenziamento per giustificato motivo oggettivo con il D.L. 17 marzo 2020, n.18 (Decreto Cura Italia), convertito nella Legge n. 27/2020 e succ. integrazioni.

Costituiscono, in particolare, giustificato motivo oggettivo la crisi dell’impresa, la riorganizzazione dell’attività o anche solo il venir meno delle mansioni cui è assegnato il lavoratore, senza che sia possibile il suo ricollocamento in altre mansioni esistenti in azienda e compatibili con il suo livello di inquadramento.

Rimanevano (e rimangono) esclusi dal blocco i licenziamenti disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo ed i licenziamenti per il raggiungimento dell'età per la fruizione della pensione di vecchiaia.

L'art. 46 del "Decreto Cura Italia" aveva fissato il termine finale del divieto dino alla data del 17 maggio 2020, termine via via prorogato e tuttora in corso.

Pochi Tribunali hanno affrontato la violazione del divieto in parola; tra questi il Tribunale di Mantova, con la sentenza n. 112/2020  del 11 novembre scorso (a questo link), ha stabilito che "dal carattere imperativo e di ordine pubblico della disciplina del blocco dei licenziamenti consegue la nullità dei licenziamenti adottati in contrasto con la regola , con una sanzione ripristinatoria ex art. 18, 1° comma, l 300/1970 e ex art. 2 d.lgs. 23/2015 (derivando la nullità ‘espressamente’ dall’art. 1418 c.c.)".

Si era affrontato il caso di una lavoratrice addetta ad un negozio, licenziata per cessazione dell'unità locale; rimanevano aperti, tuttavia, gli altri 4 punti vendita in province limitrofe.

Il tribunale virgiliano, come detto, ha disposto la nullità del licenziamento ed ha ordinato alla società l'immediata reintegrazione nel posto di lavoro della dipendente.

Si tratta di una decisione estremamente importante che tutela i lavoratori di ogni azienda, indipendentemente dal requisito dimensionale di esse.

 

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